«Il mio test di velocità segna 500 Mb/s e il video si blocca lo stesso.» Questa situazione è più frequente di quanto si creda. Un test di velocità misura la quantità di dati che può passare al secondo, come la larghezza di un'autostrada. Dice poco sulla regolarità del traffico, sugli ingorghi occasionali o sui veicoli che non arrivano mai. Queste tre dimensioni hanno un nome: la latenza, il jitter e la perdita di pacchetti. Capirle permette di fare la diagnosi giusta ed evitare di comprare un abbonamento più veloce che non cambierà nulla.

Tre indicatori, tre domande diverse
Su Internet tutti i dati viaggiano divisi in pacchetti da qualche centinaio fino a circa 1 500 byte. Ciascuno percorre un tragitto attraverso diversi router prima di raggiungere la destinazione.
- La latenza risponde alla domanda: quanto tempo impiega un pacchetto a fare andata e ritorno? Si misura in millisecondi (ms); è il valore mostrato dal comando
ping, da cui il soprannome. - Il jitter (la variazione della latenza) risponde a: questo tempo è regolare? Una latenza che oscilla tra 10 e 150 ms ha un jitter elevato, anche se la media sembra corretta.
- La perdita di pacchetti risponde a: quanti pacchetti non arrivano mai? Si esprime in percentuale rispetto al numero inviato.
Valori di riferimento
| Indicatore | Eccellente | Accettabile | Problematico |
|---|---|---|---|
| Latenza verso un server vicino | meno di 20 ms | 20-60 ms | oltre 100 ms |
| Jitter | meno di 5 ms | 5-20 ms | oltre 30 ms |
| Perdita di pacchetti | 0 % | meno dello 0,5 % | 1 % e oltre |
Queste soglie sono indicative. La tecnologia di accesso fissa il minimo: la fibra offre in genere le latenze più basse, l'ADSL e il 4G aggiungono qualche decina di millisecondi e un satellite geostazionario supera strutturalmente i 500 ms, perché il segnale percorre circa 36 000 km fino al satellite, in ciascuna direzione.
Perché questi indicatori disturbano il video
La maggior parte dei flussi video su Internet passa per TCP, il protocollo che garantisce l'arrivo di ogni pacchetto, a costo di rinviarlo. Questa garanzia ha un prezzo.
Le perdite fanno crollare la velocità
Quando TCP rileva una perdita, rinvia il pacchetto mancante e, soprattutto, riduce fortemente il ritmo di invio, ritenendo che la rete sia satura. Poi risale progressivamente. Con l'1-2 % di perdite regolari, una connessione da 500 Mb/s può trasportare su un singolo flusso solo qualche megabit al secondo. Ecco come un test di velocità, che apre più connessioni in parallelo, può restare buono mentre un singolo flusso video crolla.
La latenza limita la velocità di una connessione
Più l'andata e ritorno è lungo, più TCP impiega ad accelerare e a riprendersi da una perdita. Un server all'altro capo del mondo, con 250 ms di latenza, farà più fatica a fornire un flusso 4K regolare di un server situato nel vostro paese, a parità di velocità.
Il jitter svuota il buffer
Il lettore conta su un rifornimento regolare. Se i pacchetti arrivano a raffiche separate da vuoti, la riserva si esaurisce durante i vuoti. Un buffer più grande compensa in parte: è l'argomento dell'articolo correggere il buffering.
Il caso dei flussi MPEG-TS
Alcuni flussi televisivi in diretta sono trasmessi in MPEG-TS, a volte su UDP, un protocollo che non rinvia i pacchetti persi. Una perdita si vede allora subito: blocchi colorati, immagine che si lacera, audio che gracchia per una frazione di secondo. Questo sintomo molto particolare orienta verso le perdite piuttosto che verso la velocità.
Il bufferbloat: quando è il router stesso a creare la latenza
Il bufferbloat è un fenomeno poco noto e tuttavia molto diffuso. I router dispongono di code per memorizzare temporaneamente i pacchetti quando il collegamento è pieno. Se queste code sono troppo grandi, si riempiono durante un grosso trasferimento e ogni pacchetto attende il proprio turno per centinaia di millisecondi.
Lo scenario tipico: un familiare avvia il backup delle foto sul cloud, che satura la velocità in upload. Subito, la latenza dell'intera casa passa da 15 a 400 ms. Le conferme di ricezione inviate dal televisore restano bloccate nella coda e il video, pur in ricezione, comincia a interrompersi.
Individuarlo
- Avviate un
pingcontinuo verso un server affidabile (vedi la sezione seguente) e annotate la latenza a riposo. - Mentre il ping è in corso, avviate un test di velocità su un altro dispositivo, oppure un grosso invio di file.
- Se la latenza si moltiplica per dieci durante il test, la vostra connessione soffre di bufferbloat.
Diversi siti di test di velocità mostrano ormai la «latenza sotto carico», che effettua esattamente questa misura in automatico.
Correggerlo
- Limitare i grossi invii alle ore di minor traffico: programmare i backup sul cloud di notte.
- Attivare la gestione della qualità del servizio se il vostro router la offre; le impostazioni variano da un operatore all'altro.
- Per gli utenti avanzati, un router che supporti una gestione attiva delle code (algoritmi come
fq_codelocake, spesso indicati con il nome SQM) riduce in modo spettacolare il fenomeno, a prezzo di una lieve limitazione della velocità massima.
Misurare da soli con gli strumenti del sistema
Non serve installare alcun software: i comandi di rete di base sono presenti su tutti i computer.
Il comando ping
Su Windows, aprite il prompt dei comandi e digitate:
ping -n 100 192.168.1.1
ping -n 100 un-serveur-connu.exemple
Su macOS e Linux, l'opzione equivalente è -c:
ping -c 100 192.168.1.1
Il primo indirizzo è quello del router nella maggior parte delle case (può essere 192.168.0.1 o altro; si trova nelle impostazioni di rete del computer con il nome di «gateway»). Il secondo è un server su Internet, per esempio il sito del vostro operatore. Al termine della misura il sistema mostra minimo, massimo, media e percentuale di pacchetti persi.
Interpretare i risultati
| Ping verso il router | Ping verso Internet | Diagnosi |
|---|---|---|
| Stabile, 1-5 ms, 0 % di perdita | Stabile, 0 % di perdita | Connessione sana: cercare dal lato della sorgente o del dispositivo |
| Irregolare, perdite | Irregolare, perdite | Problema locale: Wi-Fi, cavo o powerline |
| Stabile, 0 % di perdita | Irregolare o con perdite | Problema sulla linea o presso l'operatore |
Questa tabella è la chiave della diagnosi: confrontare il router e Internet separa nettamente ciò che accade in casa vostra da ciò che accade oltre. In Wi-Fi, un ping verso il router che supera regolarmente 20 o 30 ms tradisce un segnale debole o un canale congestionato; la guida Wi-Fi, Ethernet o powerline propone le soluzioni.
Seguire il percorso con tracert e pathping
Il comando tracert (Windows) o traceroute (macOS, Linux) mostra ogni router attraversato fino alla destinazione, con la sua latenza. Su Windows, pathping va oltre: per qualche minuto misura le perdite a ogni tappa. Attenzione a un errore di interpretazione comune: molti router rispondono ai test con bassa priorità. Una perdita mostrata su una tappa intermedia è significativa solo se si ritrova su tutte le tappe successive fino alla destinazione.
Le cause più frequenti e i rimedi
- Wi-Fi debole o congestionato: perdite e jitter già dal ping verso il router. Avvicinarsi, passare ai 5 GHz o usare un cavo.
- Cavo Ethernet danneggiato: un connettore con la clip rotta o un cavo schiacciato sotto un mobile può provocare perdite intermittenti. Cambiare il cavo costa poco ed elimina il dubbio.
- Powerline disturbato da un apparecchio elettrico: le perdite compaiono quando funziona la lavatrice o un caricabatterie.
- Saturazione in upload (bufferbloat): latenza che schizza durante gli invii.
- Linea in rame degradata: perdite anche in Ethernet, spesso più marcate con tempo umido. Solo l'operatore può intervenire; conservate le vostre misure datate per sostenere la richiesta.
- Server remoto lontano o sovraccarico: tutto è sano fino al vostro operatore, poi la latenza sale. Nulla da fare in casa vostra, se non aumentare il buffer del lettore.
Se il peggioramento persiste e dipende dal vostro operatore, inviategli prima un reclamo scritto. In Francia l'Arcep, il regolatore delle telecomunicazioni, raccoglie inoltre le segnalazioni degli utenti sul suo sito J'alerte l'Arcep (Francia); questo servizio non tratta le controversie individuali ma aiuta a individuare i malfunzionamenti ricorrenti. Le procedure e gli organismi variano da paese a paese.
In sintesi
- Latenza, jitter e perdita di pacchetti completano la velocità e spiegano molte interruzioni.
- Riferimenti: meno di 20 ms di latenza, meno di 5 ms di jitter e 0 % di perdite sono ottimi valori.
- Pochi punti percentuali di perdite bastano a far crollare la velocità di un flusso video su TCP.
- Confrontate il ping verso il router e verso Internet per sapere se il problema è in casa vostra o oltre.
- Il bufferbloat si individua misurando la latenza durante un grosso trasferimento.
Domande frequenti
Quale latenza serve per guardare video?
Il video on demand tollera bene una latenza di 50-100 ms, perché il lettore precarica diversi secondi. Ciò che lo disturba soprattutto sono il jitter e la perdita di pacchetti, che rendono irregolare l'arrivo dei dati.
Il mio ping verso il router è di 40 ms in Wi-Fi: è normale?
No. Verso il router, con un Wi-Fi corretto, la latenza resta in genere sotto i 10 ms. Un valore più alto o molto variabile indica un segnale debole, un canale congestionato o un ripetitore mal posizionato.
I test di velocità online misurano il jitter?
La maggior parte lo mostra, a volte con il nome di jitter, e alcuni misurano anche la latenza sotto carico. Ricordate che questi test puntano a un server vicino: non riflettono necessariamente il percorso verso il server che trasmette il vostro video.
Servono assolutamente 0 % di perdite?
Una perdita isolata ogni tanto non ha conseguenze. Al contrario, perdite regolari oltre lo 0,5-1 % degradano nettamente il video e giustificano la ricerca della causa.
